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La nascita della Resurrezione Femminile risale a molti anni fa, quando le foto non erano ancora a colori e le “casalinghe disperate” dell’epoca cercavano un modo salutare per evadere dalla vita quotidiana. Così individuarono nel calcio questa possibilità, ma i tempi non erano maturi per questa nuova pratica e il progetto ebbe breve vita.

Verso la fine degli anni novanta, un gruppo di allenatori volenterosi, con l’aiuto di Don Edy, decide di ascoltare la richiesta di alcune ragazze che volevano giocare a pallone e tenta di rimettere in pista il progetto abbandonato in passato.

La pazienza e la competenza di mister e dirigenti, unita alla voglia delle ragazze desiderose di mostrare la loro bravura al mondo maschile ma soprattutto a loro stesse, viene premiata dai risultati. Infatti le prime stagioni vedono la Resurrezione piazzarsi sempre nelle posizioni alte della classifica.

Nel 2004 spira un’aria di rinnovamento e un’insieme di coincidenze porta sul campo di via Longarone diverse ragazze in un colpo solo: veterane deluse da esperienze negative in altre squadre e con la voglia di rivincita, atlete derivanti da altri sport e con la curiosità di cimentarsi in un altro gioco e persino ragazze che si affacciano al calcio per la prima volta.

Ed è proprio da queste atlete, ognuna con una motivazione diversa, ma unite dalla stessa voglia di imparare, divertirsi e soprattutto di stare insieme, che nasce la squadra attuale.

Vari mister si sono susseguiti nel tempo, fino all’attuale Vito Romagnuolo, ognuno dei quali ha lasciato un segno del proprio passaggio con l’insegnamento tecnico ma soprattutto morale, che le giocatrici hanno appreso come spugne. E’ grazie a tutti loro che da anni la Resurrezione è protagonista indiscussa di campionati e tornei, nonché portatrice sana di bel gioco, quello che fa appassionare e divertire il pubblico e che lo costringe a seguirci ovunque e con qualsiasi condizione climatica.

Ma il vero segreto del successo sta nella forza del gruppo, quello creato e cementato da quel legame invisibile e speciale fra ragazze, mister, dirigenza, pubblico, società e tutti quelli che ruotano attorno a questa famiglia, perché è questa la prima sensazione che arriva a chi si affaccia al nostro mondo per la prima volta e se ne convince sempre di più quando comincia a farne parte.

Insomma fate attenzione, perché “la Resu” crea dipendenza! Una volta entrati nella "famigghia" è molto difficile uscirne…

Nicla Cosmai

 

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